500 AnnibalCaro

 

CARO ...


"C'era una volta un ridente e antico borgo immerso nel verde delle colline che scendevano nell'azzurro mare. Il suo nome era Civitanova. Qui, in una calda e luminosa giornata di giugno di cinquecento anni fa, nasceva un bel bambino, Annibal Caro..."

Consapevoli dell'importanza di valorizzare la storia e i personaggi locali e di comunicarli ai bambini fin dalla loro più tenera età, le autrici del libricino caro... (dott.ssa Carla Mascaretti e dott.ssa Monica Tramannoni) e l'illustratrice (Iryna Ban) narrano in modo semplice, lineare e completo la movimentata storia del civitanovese Annibal Caro, di cui nel 2007 ricorre il quinto centenario della nascita. Il volumetto si struttura sotto forma di una favola antica narrata amorevolmente da un nonno al suo nipotino (il classico c'era una volta...), che alla fine ringrazia con una divertente filastrocca in rima:

“Ti ringrazio nonno caro
per avermi narrato d'Annibal Caro.
con lui nel borgo sono nato
e di anni non uno ne è passato!
Con lui ho giocato,
i suoi libri ho studiato
e a cavallo sono andato,
ridendo delle sue storielle
che non sono favole belle,
ma storie veritiere
di un prode cavaliere
che insegnava al giribizzante
che non era imbarazzante
con il corno orinare
senza da cavallo smontare!
Con i signori farnese
fu molto e assai cortese,
barcamenarsi dovette
e proprio mai cedette.
E quando lo spagnolo carletto,
dato a francesco uno schiaffetto,
fece un bel bancchetto,
lui annibale si riposava,
le pompose dame ammirava
e l'occhio qua e la' posava.
Quante scollature
belle come confetture!
quante gemme tra i capelli
e quanti veli tra i cappelli!
Ma ben presto a lavorare
malvolentieri dovette tornare,
ordini e contrordini rispettare.
con lo scrivere un sonetto di tutto rispetto
fece al castelvetro proprio un bel dispetto.
Coi tanti impegni per non morire
all'improvviso decise di partire,
ritirarsi a vita privata
traducendo l'eneide tanto amata.
Son passati anni cinquecento
da quando l'ha portato il vento,
ma il suo ingegno s'inchina
alla verde ampia collina,
ancora sibila al venticello
pico non vide mai nido si' bello!”

 

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